Archivi del mese: novembre 2010


[la visione tascabile di questa settimana è di Matteo Balocco, user experience designer, è responsabile di Canone Simplicissimus, un progetto dedicato alla qualità e al design degli ebook. Scrive anche su We Never Existed e sul suo blog personale (matteobalocco.it).]

Credits: http://www.flickr.com/photos/jenniferchong/4413027944/

Quando si parla di tipografia il pensiero può correre verso due tipologie di definizione distinte: la prima è quella che si trova sui dizionari, quindi a uso del grande pubblico. È più legata alla fisicità del mestiere e riguarda prevalentemente caratteri mobili e lastre inchiostrate, laboratori e botteghe; la seconda – che invece si recupera dalle esperienze di chi pratica quotidianamente quel mestiere – descrive un’arte, una competenza al servizio del testo, della letteratura, e del lettore. (altro…)

Pubblicato il 29-11-2010 | Tags: , , | permalink | 1 commento

di Luca Alagna

Il mondo del giornalismo, grazie al suo dinamismo, è un ottimo punto di osservazione per valutare i cambiamenti nell’editoria in generale.
Sono molti gli elementi del sistema che stanno subendo mutamenti, dal tipo di supporto ai modelli di business, mi vorrei concentrare, però, su quello più vicino ai contenuti: la redazione e i suoi possibili nuovi modelli.
I fondamentali della professione giornalistica hanno sempre sostenuto uno schema classico, ideale per affrontare la modalità tradizionale di formazione e distribuzione della notizia.
La “piramide alimentare dell’informazione” vedeva al vertice l’articolo stampato (o il servizio trasmesso) e alla base la raccolta dei dati grezzi, passando per la verifica, i collegamenti ecc. tutti in uno stesso ambiente.
La redazione come “cucina” è il modo ideale di affrontare questa situazione stabile, bilanciando libertà d’azione e una linea editoriale coerente.
Accentrare e controllare era conveniente, e alimentava correttamente la necessaria autorevolezza di una fonte d’informazione: se l’ha scritto il giornale, mi fido.
Quando, in un mondo più interdipendente, i campi di interesse si sono ampliati, i livelli alla base della piramide sono stati affidati sempre più alla specializzazione esterna: le agenzie di stampa e i loro circuiti.
Pur non intaccando l’impostazione, questo ha introdotto dei nuovi margini d’errore e dei nuovi standard di qualità: le notizie rischiano di assomigliarsi, di perdere personalità, un errore nelle fonti e molti rischiano di sbagliare.
Per compensare, la quantità di opinioni cresce rispetto a quella dei fatti.
In questa situazione arriva un nuovo predatore: il digitale. (altro…)

Pubblicato il 26-11-2010 | Tags: , , | permalink | 1 commento

di Luca Alagna

Questo post è stato pubblicato nel novembre 2009 col titolo i fatti raccontati attraverso i social media e il nuovo giornalismo.
Mi sembrava interessante riproporlo qui per introdurre il discorso su editoria e giornalismo poichè è stato scritto al termine di mesi dirompenti per questa professione, segnando probabilmente un punto di non ritorno.
Oggi abbiamo ancora più informazioni su questo processo e dati che ci confermano, nonostante i timori iniziali, quanto velocemente si stia percorrendo la strada dell’innovazione.


Lo scrivo subito così ci togliamo il pensiero, il giornalismo non morirà, e le novità che stanno emergendo in questi anni non si contrappongono frontalmente a questa bellissima professione.
Ci troviamo, invece, di fronte a notevoli opportunità di espandere il raggio d’azione del giornalismo stesso senza perdere il contatto con la realtà.
Insomma non è un cambiamento che dovrebbe spaventare, nonostante metta in discussione le regole e le gerarchie che si sono stratificate fino ad oggi.
Al contrario, probabilmente si tratta di un ritorno all’essenza del giornalismo.


Vorrei partire da un esempio pratico.
Lo scorso giugno è accaduto in Iran qualcosa di dirompente.
E non mi riferisco al forte dissenso che ha mostrato crepe  in una rigida repubblica islamica bensì al fatto che la gente che protestava in piazza, in maggior parte giovani e abituati a usare i cellulari e internet, ha utilizzato i social media (la nuova frontiera del web fatta di blog, Twitter, Facebook, Youtube e molto altro), per uscire dalla censura e portare notizie al resto del mondo, in cerca di aiuto.
Stavo raccogliendo su internet informazioni sulla situazione post elettorale iraniana per farne un articolo e mi sono trovato di fronte prima alle avvisaglie e poi a un susseguirsi infinito di eventi imprevedibili. (altro…)

Pubblicato il 24-11-2010 | Tags: , , , | permalink | Lascia un commento

Si parla molto in queste settimane di quali pieghe prenderà l’evolzione dei formati per gli ebook. Vediamo di ricapitolare come stanno le cose facendo una breve rassegna sullo stato dell’arte.
Per ora tra tutti i papabili standard digitali, l’epub, standard aperto specifico per la pubblicazione di libri digitali, sembra il candidato più autorevole a diventare “il” formato.
Un team di sviluppatori dell’International Digital Publishing Forum (IDPF) sta lavorando alla sua revisione, prevedendo di approdare entro la metà del 2011 alla versione definitiva del formato chiamato epub3.

Tra i punti chiave della nuova release ci sarà il passaggio da xhtml a html5, linguaggio che permetterà di implementare e supportare nell’epub tag più semantici, una maggiore flessibilità nell’uso della multimedialità e la possibilità di geolocalizzazione.

Per approfondire gli altri punti trattati potete andare qui. L’idea, comunque, è che con l’epub3 l’ebook sarà più vicino al concetto di applicazione.

Quali saranno le logiche per la pubblicazione digitale degli editori? Quali formati prevarranno e perché? epub o non epub?

Proviamo a metterli a confronto, cercando di evidenziare i punti di forza e di debolezza:

le app

- marketing costo zero o quasi, avendo a disposizione piattaforme di vendita come l’app store o android market
- costi di sviluppo più elevati
- individuazione dei bug più complessa
- figure altamente professionali e dedicate

epub3

- marketing più articolato
- costi di sviluppo ridotti
- individuazione dei bug semplice
- figure professionali trasversali

Ogni strategia editoriale potrà valutare quali siano le scelte più adatte sui singoli progetti editoriali. La discussione è aperta, le certezze poche, anzi: solo una: tutto si può dire tranne che i giochi siano fatti.

Pubblicato il 21-11-2010 | Tags: , , | permalink | Lascia un commento

[Debutta oggi su questi schermi Massimo Colasurdo, content manager e ideatore dell'ebook agency unoeunolab]

Dopo il post inaugurale di Giorgio Jannis, vorrei sottoporvi alcune riflessioni a partire da una tendenza molto interessante: l’acquisizione di nuove competenze da parte delle case editrici.

In questi giorni si è intensificato il dibattito sulla possibile scomparsa della figura dell’editore così come lo conosciamo da sempre; discussioni che hanno evidenziato la difficoltà ad affrontare il cambiamento e la gestione della filiera produttiva del digitale.

Molti spariranno, altri nasceranno, i più dovranno adattarsi alle nuove logiche.

Quale sarà il suo valore aggiunto in un mercato in cui gli autori possono iniziare a fare benissimo da sé, come ci ricordano quotidianamente le piattaforme di self-publishing?

Appare chiaro che l’editore sarà obbligato a inglobare una serie di expertise che oggi appartengono ad agenzie di comunicazione e web agency, creando percorsi riconoscobili sulla rete, facendosi abile comunicatore e ideatore di community e disponendo di un team di tecnici e sviluppatori.

Esempi eloquenti in tal senso sono da una parte, Marsilio e l’acquisizione della startup log607, nata dall’incubatore Veneto H-Farm, premiata per le sue abilità nel mescolare gioco, narrativa e interattività,  dall’altra il portale scuolabook realizzato dalla Hoplo srl o il brand Enhanced Press di Visual Creative Studio.

Insomma l’editoria libraria, soprattutto quella dei grandi numeri, si sta trovando di fronte a un terreno fertile già ampiamente esplorato dall’editoria periodica: una nuova artigianalità del digitale e la concezione del contenuto come progetto.

Il ruolo cruciale dell’editore e della redazione sarà capire come debba essere veicolato al meglio un contenuto, con quale mezzi presentarlo, creando nuove reading experience e nuove chiavi di lettura.

L’editoria digitale potrà anche nel tempo diventare il nuovo canone, il nuovo sistema, la nuova tradizione, ma prima di tutto dovrà rappresentare il tentativo di ripensare l’oggetto libro.

Si creerà una redazione arricchita, in grado di sfruttare tutti i codici espressivi, a partire dall’editing, la scelta della lingua e del genere letterario insieme all’autore, passando per il design tipografico e il layout fino all’uso efficace di grafica, infografica e multimedialità.

Pubblicato il 16-11-2010 | Tags: , , | permalink | 1 commento

Cinquecento anni fa Erasmo da Rotterdam viveva a Venezia. Scrittore famoso, conosciuto in tutta Europa e conteso da monarchi e università, quest’uomo è stato senza dubbio il primo autore di best-seller della storia.

(altro…)

Pubblicato il 09-11-2010 | Tags: | permalink | 3 commenti

Attraversare una città mentre viene costruita, guardarla fluire, raccogliere visioni e prospettive che si delineano nel momento esatto in cui affiorano. Anche questo è il privilegio di far parte di un settore nascente come l’editoria digitale.
EBook Lab Italia ambisce a diventare una sorta di stati generali dell’editoria digitale in Italia. E lo sarà solo se saprà proporsi come uno spazio aperto a tutti, dove raccogliere informazioni, progetti, suggestioni e indicazioni, lasciando che il file conduttore emerga dal confronto di voci diverse.

Per realizzare il nostro progetto, abbiamo pensato di ospitare settimana dopo settimana alcuni tra i protagonisti di questo processo di cambiamento, chiedendo loro di farsi voce narrante proponendo una propria visione. Una staffetta da qui a inizio marzo, per arrivare ai lavori congressuali con un patrimonio di riflessioni condivise.

Iniziamo questa prima settimana con Giorgio Jannis, semiologo e social designer, da sempre funambolo sul filo teso tra slittamenti semantici e smottamenti culturali. Con Giorgio, insomma, si vola alto: come immaginare una partenza migliore?

Pubblicato il 08-11-2010 | Tags: | permalink | Lascia un commento