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Ospite di visioni tascabili questa settimana è Davide Tarasconi, product designer presso CommonSense e appassionato di progettazione/sviluppo prodotti, servizi ed applicazioni web, in particolare mobili]


foto di @jared, distribuita con licenza CC[Foto di @jared, distribuita con licenza Creative Commons]

C’è fermento nel mondo dell’editoria digitale. In alcuni casi è il tipo di fermento sbagliato.

Recentemente sia Telecom che IBS hanno lanciato due iniziative simili, ovvero legate un proprio dispositivo di lettura eBook ad uno store proprietario.

La mia prima osservazione è: “fuori tempo massimo”. Non solo: si rischiano di ricreare dinamiche artificiali, poco innovative, e di rallentare così l’intero mercato.

Mi pare un tentativo goffo di voler mettere dei paletti, di costruire walled garden in un mercato che deve ancora capire quali sono le proprie merci, i propri intermediari e la propria moneta di scambio.

xBook. La “x” sta ad indicare l’incertezza circa l’oggetto di cui stiamo parlando, di cui vogliamo definire formati, canali di distribuzione, processi editoriali e mercati. (altro…)

Pubblicato il 20-12-2010 | Tags: , , , | permalink | 1 commento

[Questa settimana è nostro ospite José Manuel Anta, Managing Director di FANDE (la Federazione Spagnola Distributori) nonché membro del nostro Gruppo Linkedin. José descrive le principali trasformazioni in corso nel panorama editoriale iberico e ci presenta analogie e differenze tra il contesto spagnolo e quello italiano]

Credo che Spagna e Italia siano due mercati simili per quanto riguarda il libro e la stampa, e possiamo avere certi punti comuni per lo scambio di informazioni. Per quanto riguarda il discorso digitale, in Spagna, in questo momento, le iniziative più significative nei due settori (libri ed editoria) sono le seguenti.

Libri
A Luglio ha cominciato la sua attività il distributore digitale Libranda, una iniziativa creata dalle tre case editrici principali in Spagna (Planeta – Santillana – Ramdon House Mondadori), poi seguite da altre società del settore.
Il piu importante concorrente di Libranda é Publidisa, una ditta con sede a Siviglia e presenza anche in America Latina (Messico ed Argentina) che lavora da piu di 10 anni sul settore digitale per il libro (all’inizio sul Print on Demand, ma adesso anche sul e-book)

Ci sono anche altre iniziative piu piccole (Leer-e, E-Libro, Versus, 36L, Granmata, Digital Books, Esdecomic Digital, Libenet, 24Symbols, Luarna…) ma la mia impressione è che il mercato per i distributori digitale sarà per 2/3 appannaggio delle societa generaliste, e magari ci sarà posto per qualche player specializzato su una specifica materia o tipo di prodotto- per esempio, è molto interessante il lavoro di Esdecomic sulla commercializzazione dei fumetti digitali.

Noi nella nostra associazione che rappresenta i distributori tradizionali, abbiamo cominciato ad incorporare anche questi e-distributori (noi gli chiamamo cosí). In questo momento ci sono i sette piu importanti, ed abbiamo cominciato a sviluppare un’agenda di lavori per il gruppo (statistische comuni sul mercato, TVA per contenuti digitali, metadati, normalizzazione della connesione coi librai…) Google Spagna colla sua conversione in e-distributore anche ci hai chiesto di entrare nell’associazione.

Ma credo che come in Italia, siamo ancora al inizio (il mercato del libro digitale non ripresenta piu del 1,5%).

Il settore, per quanto riguarda i libri, dove lo sviluppo e maggiore (anche per la pressione dei governi regionali che hanno competenza su educazione) e i libri scolastici, dove quest’anno e diventata “pazzesca” la pressione a cambiare il libro tradizionale per i contenuti digitale (il caso piu eclatante è quello della Cataluna)

Stampa
Sono gli stessi giornali che cominciano a sviluppare versione digitali del prodotto tradizionale. Probabilmente la piu importante iniziativa è quella di El Mundo (secondo giornale in Spagna dopo El País, che appartiene al grupo italiano RCS atraverso Unidad Editorial). Ha cominciato un servizio di giornale digitale che si chiama Orbyt, con una versione dedicata per IPad. 
Il problema, come ovunque a livello mondiale, é il ritono monetario de queste iniziative (publicitá + pagamento).

Io personalmente sono in contatto coi colleghi italiani di Paperlist (credo che il leader italiano per quanto riguarda il digitale per la stampa), per provare a svilupare il modello in Spagna.

Pubblicato il 13-12-2010 | Tags: , , , , , | permalink | 1 commento

Desidero segnalare un breve ma interessante articolo di Jeremy Keith, il quale parte dalla confutazione di alcune dicotomie semantiche date troppo spesso per scontate nel web design e definisce in realtà un contesto di lavoro che ben si può adattare anche alla produzione di ebook.

In sostanza Jeremy Keith prende in considerazione tre soggetti, accessibilità, tipologia di contenuto e contesto d’uso spiegando come ognuno di questi non sia definito, all’interno di un progetto web (ma tu sostituisci a web il termine ebook e il discorso fila ugualmente) da un valore assoluto, bensì sia il risultato di tensioni contrapposte e trasversali, il frutto di interazioni più complesse. (altro…)

Pubblicato il 03-12-2010 | Tags: , , , | permalink | Lascia un commento


[la visione tascabile di questa settimana è di Matteo Balocco, user experience designer, è responsabile di Canone Simplicissimus, un progetto dedicato alla qualità e al design degli ebook. Scrive anche su We Never Existed e sul suo blog personale (matteobalocco.it).]

Credits: http://www.flickr.com/photos/jenniferchong/4413027944/

Quando si parla di tipografia il pensiero può correre verso due tipologie di definizione distinte: la prima è quella che si trova sui dizionari, quindi a uso del grande pubblico. È più legata alla fisicità del mestiere e riguarda prevalentemente caratteri mobili e lastre inchiostrate, laboratori e botteghe; la seconda – che invece si recupera dalle esperienze di chi pratica quotidianamente quel mestiere – descrive un’arte, una competenza al servizio del testo, della letteratura, e del lettore. (altro…)

Pubblicato il 29-11-2010 | Tags: , , | permalink | 1 commento

di Luca Alagna

Il mondo del giornalismo, grazie al suo dinamismo, è un ottimo punto di osservazione per valutare i cambiamenti nell’editoria in generale.
Sono molti gli elementi del sistema che stanno subendo mutamenti, dal tipo di supporto ai modelli di business, mi vorrei concentrare, però, su quello più vicino ai contenuti: la redazione e i suoi possibili nuovi modelli.
I fondamentali della professione giornalistica hanno sempre sostenuto uno schema classico, ideale per affrontare la modalità tradizionale di formazione e distribuzione della notizia.
La “piramide alimentare dell’informazione” vedeva al vertice l’articolo stampato (o il servizio trasmesso) e alla base la raccolta dei dati grezzi, passando per la verifica, i collegamenti ecc. tutti in uno stesso ambiente.
La redazione come “cucina” è il modo ideale di affrontare questa situazione stabile, bilanciando libertà d’azione e una linea editoriale coerente.
Accentrare e controllare era conveniente, e alimentava correttamente la necessaria autorevolezza di una fonte d’informazione: se l’ha scritto il giornale, mi fido.
Quando, in un mondo più interdipendente, i campi di interesse si sono ampliati, i livelli alla base della piramide sono stati affidati sempre più alla specializzazione esterna: le agenzie di stampa e i loro circuiti.
Pur non intaccando l’impostazione, questo ha introdotto dei nuovi margini d’errore e dei nuovi standard di qualità: le notizie rischiano di assomigliarsi, di perdere personalità, un errore nelle fonti e molti rischiano di sbagliare.
Per compensare, la quantità di opinioni cresce rispetto a quella dei fatti.
In questa situazione arriva un nuovo predatore: il digitale. (altro…)

Pubblicato il 26-11-2010 | Tags: , , | permalink | 1 commento

di Luca Alagna

Questo post è stato pubblicato nel novembre 2009 col titolo i fatti raccontati attraverso i social media e il nuovo giornalismo.
Mi sembrava interessante riproporlo qui per introdurre il discorso su editoria e giornalismo poichè è stato scritto al termine di mesi dirompenti per questa professione, segnando probabilmente un punto di non ritorno.
Oggi abbiamo ancora più informazioni su questo processo e dati che ci confermano, nonostante i timori iniziali, quanto velocemente si stia percorrendo la strada dell’innovazione.


Lo scrivo subito così ci togliamo il pensiero, il giornalismo non morirà, e le novità che stanno emergendo in questi anni non si contrappongono frontalmente a questa bellissima professione.
Ci troviamo, invece, di fronte a notevoli opportunità di espandere il raggio d’azione del giornalismo stesso senza perdere il contatto con la realtà.
Insomma non è un cambiamento che dovrebbe spaventare, nonostante metta in discussione le regole e le gerarchie che si sono stratificate fino ad oggi.
Al contrario, probabilmente si tratta di un ritorno all’essenza del giornalismo.


Vorrei partire da un esempio pratico.
Lo scorso giugno è accaduto in Iran qualcosa di dirompente.
E non mi riferisco al forte dissenso che ha mostrato crepe  in una rigida repubblica islamica bensì al fatto che la gente che protestava in piazza, in maggior parte giovani e abituati a usare i cellulari e internet, ha utilizzato i social media (la nuova frontiera del web fatta di blog, Twitter, Facebook, Youtube e molto altro), per uscire dalla censura e portare notizie al resto del mondo, in cerca di aiuto.
Stavo raccogliendo su internet informazioni sulla situazione post elettorale iraniana per farne un articolo e mi sono trovato di fronte prima alle avvisaglie e poi a un susseguirsi infinito di eventi imprevedibili. (altro…)

Pubblicato il 24-11-2010 | Tags: , , , | permalink | Lascia un commento

Si parla molto in queste settimane di quali pieghe prenderà l’evolzione dei formati per gli ebook. Vediamo di ricapitolare come stanno le cose facendo una breve rassegna sullo stato dell’arte.
Per ora tra tutti i papabili standard digitali, l’epub, standard aperto specifico per la pubblicazione di libri digitali, sembra il candidato più autorevole a diventare “il” formato.
Un team di sviluppatori dell’International Digital Publishing Forum (IDPF) sta lavorando alla sua revisione, prevedendo di approdare entro la metà del 2011 alla versione definitiva del formato chiamato epub3.

Tra i punti chiave della nuova release ci sarà il passaggio da xhtml a html5, linguaggio che permetterà di implementare e supportare nell’epub tag più semantici, una maggiore flessibilità nell’uso della multimedialità e la possibilità di geolocalizzazione.

Per approfondire gli altri punti trattati potete andare qui. L’idea, comunque, è che con l’epub3 l’ebook sarà più vicino al concetto di applicazione.

Quali saranno le logiche per la pubblicazione digitale degli editori? Quali formati prevarranno e perché? epub o non epub?

Proviamo a metterli a confronto, cercando di evidenziare i punti di forza e di debolezza:

le app

- marketing costo zero o quasi, avendo a disposizione piattaforme di vendita come l’app store o android market
- costi di sviluppo più elevati
- individuazione dei bug più complessa
- figure altamente professionali e dedicate

epub3

- marketing più articolato
- costi di sviluppo ridotti
- individuazione dei bug semplice
- figure professionali trasversali

Ogni strategia editoriale potrà valutare quali siano le scelte più adatte sui singoli progetti editoriali. La discussione è aperta, le certezze poche, anzi: solo una: tutto si può dire tranne che i giochi siano fatti.

Pubblicato il 21-11-2010 | Tags: , , | permalink | Lascia un commento