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Si parla molto in queste settimane di quali pieghe prenderà l’evolzione dei formati per gli ebook. Vediamo di ricapitolare come stanno le cose facendo una breve rassegna sullo stato dell’arte.
Per ora tra tutti i papabili standard digitali, l’epub, standard aperto specifico per la pubblicazione di libri digitali, sembra il candidato più autorevole a diventare “il” formato.
Un team di sviluppatori dell’International Digital Publishing Forum (IDPF) sta lavorando alla sua revisione, prevedendo di approdare entro la metà del 2011 alla versione definitiva del formato chiamato epub3.

Tra i punti chiave della nuova release ci sarà il passaggio da xhtml a html5, linguaggio che permetterà di implementare e supportare nell’epub tag più semantici, una maggiore flessibilità nell’uso della multimedialità e la possibilità di geolocalizzazione.

Per approfondire gli altri punti trattati potete andare qui. L’idea, comunque, è che con l’epub3 l’ebook sarà più vicino al concetto di applicazione.

Quali saranno le logiche per la pubblicazione digitale degli editori? Quali formati prevarranno e perché? epub o non epub?

Proviamo a metterli a confronto, cercando di evidenziare i punti di forza e di debolezza:

le app

- marketing costo zero o quasi, avendo a disposizione piattaforme di vendita come l’app store o android market
- costi di sviluppo più elevati
- individuazione dei bug più complessa
- figure altamente professionali e dedicate

epub3

- marketing più articolato
- costi di sviluppo ridotti
- individuazione dei bug semplice
- figure professionali trasversali

Ogni strategia editoriale potrà valutare quali siano le scelte più adatte sui singoli progetti editoriali. La discussione è aperta, le certezze poche, anzi: solo una: tutto si può dire tranne che i giochi siano fatti.

Pubblicato il 21-11-2010 | Tags: , , | permalink | Lascia un commento

[Debutta oggi su questi schermi Massimo Colasurdo, content manager e ideatore dell'ebook agency unoeunolab]

Dopo il post inaugurale di Giorgio Jannis, vorrei sottoporvi alcune riflessioni a partire da una tendenza molto interessante: l’acquisizione di nuove competenze da parte delle case editrici.

In questi giorni si è intensificato il dibattito sulla possibile scomparsa della figura dell’editore così come lo conosciamo da sempre; discussioni che hanno evidenziato la difficoltà ad affrontare il cambiamento e la gestione della filiera produttiva del digitale.

Molti spariranno, altri nasceranno, i più dovranno adattarsi alle nuove logiche.

Quale sarà il suo valore aggiunto in un mercato in cui gli autori possono iniziare a fare benissimo da sé, come ci ricordano quotidianamente le piattaforme di self-publishing?

Appare chiaro che l’editore sarà obbligato a inglobare una serie di expertise che oggi appartengono ad agenzie di comunicazione e web agency, creando percorsi riconoscobili sulla rete, facendosi abile comunicatore e ideatore di community e disponendo di un team di tecnici e sviluppatori.

Esempi eloquenti in tal senso sono da una parte, Marsilio e l’acquisizione della startup log607, nata dall’incubatore Veneto H-Farm, premiata per le sue abilità nel mescolare gioco, narrativa e interattività,  dall’altra il portale scuolabook realizzato dalla Hoplo srl o il brand Enhanced Press di Visual Creative Studio.

Insomma l’editoria libraria, soprattutto quella dei grandi numeri, si sta trovando di fronte a un terreno fertile già ampiamente esplorato dall’editoria periodica: una nuova artigianalità del digitale e la concezione del contenuto come progetto.

Il ruolo cruciale dell’editore e della redazione sarà capire come debba essere veicolato al meglio un contenuto, con quale mezzi presentarlo, creando nuove reading experience e nuove chiavi di lettura.

L’editoria digitale potrà anche nel tempo diventare il nuovo canone, il nuovo sistema, la nuova tradizione, ma prima di tutto dovrà rappresentare il tentativo di ripensare l’oggetto libro.

Si creerà una redazione arricchita, in grado di sfruttare tutti i codici espressivi, a partire dall’editing, la scelta della lingua e del genere letterario insieme all’autore, passando per il design tipografico e il layout fino all’uso efficace di grafica, infografica e multimedialità.

Pubblicato il 16-11-2010 | Tags: , , | permalink | 1 commento