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Viviamo in tempi tiepidi, e stavo per farmene una ragione. Raggiunta la maturità senza neanche aver superato l’adolescenza, mi ritrovavo sempre più spesso a reinterpretare Barney alle cene con vecchi e nuovi amici, un po’ choccati dalle mie intemperanze argomentative. Considerate che non tengo lo zucchero in casa o un televisore e tantomeno un’automobile. Non solo: l’immaginario televisivo mi annoia a morte, tanto che non riesco nemmeno a indignarmi a bacchetta per la prevedibile telenovela a luci rosse dell’uomo solo al comando.

Foto di @jj_maloy, distribuita con licenza Creative Commons

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Pubblicato il 27-01-2011 | Tags: , , , , | permalink | 1 commento

Ciascuno di noi ha un talento indiscusso e non rivendibile: il mio è che so leggere. Ho un talento preciso per perdermi in una storia, per godermi un romanzo, per prenderne il ritmo, il pensiero, l’atmosfera, il linguaggio e la voce. Leggo veloce, leggo profondo, leggo di tutto e non posso stare senza. Non credo di aver mai passato un giorno senza un romanzo in corso, non da quando ho iniziato: il mio umore dipende dal libro in corso, se è lento sono pensosa e riflessiva, se è serrato sono agile e efficiente, se è inusuale cambio espressione e modo di muovermi e di guardare. Se non mi piace sono nervosa finché non decido di mollarlo, cosa che però faccio: è un mio diritto, diceva qualcuno più in gamba di me.

Ritengo insomma di essere La Lettrice e in quanto tale di avere i titoli per poter esprimere una serie di imperiosi desideri agli editori.

Sono desideri, non ordini, ma diciamocelo: scrittori ed editori, senza quelli come me, non sarebbero nessuno.


Foto di @wallstalking.org, distribuita con licenza Creative Commons

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Pubblicato il 25-01-2011 | Tags: , , , , , | permalink | 1 commento

Le trasformazioni in corso nel sistema editoriale contemporaneo presentano rilevanti elementi di similarità con quelle occorse in Europa dopo l’avvento della stampa a caratteri mobili, ed il parallelo tra il mondo di allora e quello di oggi fornisce un valido aiuto per darci senso del caos. E’ questa, in estrema sintesi, la tesi proposta da Clay Shirky in un famoso e citatissimo blogpost del marzo 2009, a sua volta ispirato al lavoro di Elizabeth Eisenstein nel suo The printing revolution in early modern Europe.
Si tratta di un parallelo effettivamente utile per comprendere il tempo presente? E quali sono gli elementi più simili tra l’”età di mezzo” attuale e quella che si inverò in Europa nel Cinquecento? Per capirne qualcosa in più, abbiamo provato a chiederlo direttamente a Elizabeth Eisenstein. [NB: l'intervista che segue è stata pubblicata, in forma ridotta su Nòva- Il Sole 24 Ore, 23.04.09] (altro…)

Pubblicato il 17-01-2011 | Tags: , , , , | permalink | 1 commento

[Questa settimana è nostro ospite José Manuel Anta, Managing Director di FANDE (la Federazione Spagnola Distributori) nonché membro del nostro Gruppo Linkedin. José descrive le principali trasformazioni in corso nel panorama editoriale iberico e ci presenta analogie e differenze tra il contesto spagnolo e quello italiano]

Credo che Spagna e Italia siano due mercati simili per quanto riguarda il libro e la stampa, e possiamo avere certi punti comuni per lo scambio di informazioni. Per quanto riguarda il discorso digitale, in Spagna, in questo momento, le iniziative più significative nei due settori (libri ed editoria) sono le seguenti.

Libri
A Luglio ha cominciato la sua attività il distributore digitale Libranda, una iniziativa creata dalle tre case editrici principali in Spagna (Planeta – Santillana – Ramdon House Mondadori), poi seguite da altre società del settore.
Il piu importante concorrente di Libranda é Publidisa, una ditta con sede a Siviglia e presenza anche in America Latina (Messico ed Argentina) che lavora da piu di 10 anni sul settore digitale per il libro (all’inizio sul Print on Demand, ma adesso anche sul e-book)

Ci sono anche altre iniziative piu piccole (Leer-e, E-Libro, Versus, 36L, Granmata, Digital Books, Esdecomic Digital, Libenet, 24Symbols, Luarna…) ma la mia impressione è che il mercato per i distributori digitale sarà per 2/3 appannaggio delle societa generaliste, e magari ci sarà posto per qualche player specializzato su una specifica materia o tipo di prodotto- per esempio, è molto interessante il lavoro di Esdecomic sulla commercializzazione dei fumetti digitali.

Noi nella nostra associazione che rappresenta i distributori tradizionali, abbiamo cominciato ad incorporare anche questi e-distributori (noi gli chiamamo cosí). In questo momento ci sono i sette piu importanti, ed abbiamo cominciato a sviluppare un’agenda di lavori per il gruppo (statistische comuni sul mercato, TVA per contenuti digitali, metadati, normalizzazione della connesione coi librai…) Google Spagna colla sua conversione in e-distributore anche ci hai chiesto di entrare nell’associazione.

Ma credo che come in Italia, siamo ancora al inizio (il mercato del libro digitale non ripresenta piu del 1,5%).

Il settore, per quanto riguarda i libri, dove lo sviluppo e maggiore (anche per la pressione dei governi regionali che hanno competenza su educazione) e i libri scolastici, dove quest’anno e diventata “pazzesca” la pressione a cambiare il libro tradizionale per i contenuti digitale (il caso piu eclatante è quello della Cataluna)

Stampa
Sono gli stessi giornali che cominciano a sviluppare versione digitali del prodotto tradizionale. Probabilmente la piu importante iniziativa è quella di El Mundo (secondo giornale in Spagna dopo El País, che appartiene al grupo italiano RCS atraverso Unidad Editorial). Ha cominciato un servizio di giornale digitale che si chiama Orbyt, con una versione dedicata per IPad. 
Il problema, come ovunque a livello mondiale, é il ritono monetario de queste iniziative (publicitá + pagamento).

Io personalmente sono in contatto coi colleghi italiani di Paperlist (credo che il leader italiano per quanto riguarda il digitale per la stampa), per provare a svilupare il modello in Spagna.

Pubblicato il 13-12-2010 | Tags: , , , , , | permalink | 1 commento

di Luca Alagna

Il mondo del giornalismo, grazie al suo dinamismo, è un ottimo punto di osservazione per valutare i cambiamenti nell’editoria in generale.
Sono molti gli elementi del sistema che stanno subendo mutamenti, dal tipo di supporto ai modelli di business, mi vorrei concentrare, però, su quello più vicino ai contenuti: la redazione e i suoi possibili nuovi modelli.
I fondamentali della professione giornalistica hanno sempre sostenuto uno schema classico, ideale per affrontare la modalità tradizionale di formazione e distribuzione della notizia.
La “piramide alimentare dell’informazione” vedeva al vertice l’articolo stampato (o il servizio trasmesso) e alla base la raccolta dei dati grezzi, passando per la verifica, i collegamenti ecc. tutti in uno stesso ambiente.
La redazione come “cucina” è il modo ideale di affrontare questa situazione stabile, bilanciando libertà d’azione e una linea editoriale coerente.
Accentrare e controllare era conveniente, e alimentava correttamente la necessaria autorevolezza di una fonte d’informazione: se l’ha scritto il giornale, mi fido.
Quando, in un mondo più interdipendente, i campi di interesse si sono ampliati, i livelli alla base della piramide sono stati affidati sempre più alla specializzazione esterna: le agenzie di stampa e i loro circuiti.
Pur non intaccando l’impostazione, questo ha introdotto dei nuovi margini d’errore e dei nuovi standard di qualità: le notizie rischiano di assomigliarsi, di perdere personalità, un errore nelle fonti e molti rischiano di sbagliare.
Per compensare, la quantità di opinioni cresce rispetto a quella dei fatti.
In questa situazione arriva un nuovo predatore: il digitale. (altro…)

Pubblicato il 26-11-2010 | Tags: , , | permalink | 1 commento